Alla ricerca del valore reale dello sport business italiano
Nel mio libro “Comunicazione e marketing delle imprese sportive: Dall’analisi strategica alla gestione del marchio e delle sponsorizzazioni” ho affermato che il fatturato del mondo dello sport in Italia si aggirava, nel 2001, a 26 milioni di Euro.
Si tratta di una cifra assolutamente – e volutamente – bassa; in realtà, il valore complessivo dello sport oggi in Italia (che è cosa diversa dal “fatturato” che può essere individuato sulla base di criteri ragioneristici e fiscalistici) è pari circa al 46 miliardi di Euro, cioè al 3% del PIL (che in Italia, secondo i dati 2007, mi sembra ammonti a circa 1535,5 miliardi di Euro).
Le persone che lavorano nello sport, sia a titolo professionale, sia a titolo dilettantistico, sono più di un milione (fonte CONI). Oltre ai quotidiani sportivi, in vetta nelle classifiche di tiratura e diffusione, ci sono 170 testate, settimanali e mensili. Tutto lo sport (intesto come “spettacolo”, come “spesa per attrezzature” e come “pratica”) riesce a muovere un valore di 6 miliardi e mezzo di euro nell’ambito del nostro Paese.
Le cifre fornite nel libro sono più basse di queste ultime; i dati dai quali ho ricavato queste informazioni sono relativi a ricerche svolte dall’Istat, da StageUp e dal Sole 24 ore, che poi ho elaborato personalmente, le uniche a disposizione all’epoca in cui scrivevo, che potevano offrire una seria base scientifica e statistica.
E’ ovvio che un quadro preciso di riferimento (che riporti cifre assolutamente esatte e veritiere) è pressoché impossibile da avere,per due motivi principali:
1) Non esistono ancora oggi (incredibile ma vero!!!) ricerche ad hoc sul reale e complessivo valore dell’economia dello sport.
2) E’ estremamente difficile, anzi oserei dire pressoché impossibile, valutare in maniera esatta il valore del “fatturato” dello sport in Italia; questo avviene perché, lei lo potrà ben immaginare, molto spesso resta “occultato” in mille stratagemmi e operazioni finanziarie che ne nascondono
il valore reale. E questo avviene sia a livello dello sport professionistico (…basta leggere ogni tanto i giornali per trovarsi di fronte a qualche piccolo “scandalo”) che a livello dilettantistico, dove molto spesso anche semplici operazioni di sponsorizzazione avvengono “in nero” (anche se questo è ovviamente vietato dalla Legge).
Occorre dunque prestare sempre la massima attenzione alle fonti dalle quali si ricavano i dati economici e finanziari, specie nel mercato dello sport dove gli studi di settore non si sono ancora sviluppati come negli altri mercati.