A quanto ammonta il reale giro di affari dello sport italiano?

ottobre 3, 2008

Alla ricerca del valore reale dello sport business italiano

Nel mio libro “Comunicazione e marketing delle imprese sportive: Dall’analisi strategica alla gestione del marchio e delle sponsorizzazioni” ho affermato che il fatturato del mondo dello sport in Italia si aggirava, nel 2001, a 26 milioni di Euro.

Si tratta di una cifra assolutamente – e volutamente – bassa; in realtà, il valore complessivo dello sport oggi in Italia (che è cosa diversa dal “fatturato” che può essere individuato sulla base di criteri ragioneristici e fiscalistici) è pari circa al 46 miliardi di Euro, cioè al 3% del PIL (che in Italia, secondo i dati 2007, mi sembra ammonti a circa 1535,5 miliardi di Euro).

Le persone che lavorano nello sport, sia a titolo professionale, sia a titolo dilettantistico, sono più di un milione (fonte CONI). Oltre ai quotidiani sportivi, in vetta nelle classifiche di tiratura e diffusione, ci sono 170 testate, settimanali e mensili. Tutto lo sport (intesto come “spettacolo”, come “spesa per attrezzature” e come “pratica”) riesce a muovere un valore di 6 miliardi e mezzo di euro nell’ambito del nostro Paese.

Le cifre fornite nel libro sono più basse di queste ultime; i dati dai quali ho ricavato queste informazioni sono relativi a ricerche svolte dall’Istat, da StageUp e dal Sole 24 ore, che poi ho elaborato personalmente, le uniche a disposizione all’epoca in cui scrivevo, che potevano offrire una seria base scientifica e statistica.

E’ ovvio che un quadro preciso di riferimento (che riporti cifre assolutamente esatte e veritiere) è pressoché impossibile da avere,per due motivi principali:

1) Non esistono ancora oggi (incredibile ma vero!!!) ricerche ad hoc sul reale e complessivo valore dell’economia dello sport.

2) E’ estremamente difficile, anzi oserei dire pressoché impossibile, valutare in maniera esatta il valore del “fatturato” dello sport in Italia; questo avviene perché, lei lo potrà ben immaginare, molto spesso resta “occultato” in mille stratagemmi e operazioni finanziarie che ne nascondono
il valore reale. E questo avviene sia a livello dello sport professionistico (…basta leggere ogni tanto i giornali per trovarsi di fronte a qualche piccolo “scandalo”) che a livello dilettantistico, dove molto spesso anche semplici operazioni di sponsorizzazione avvengono “in nero” (anche se questo è ovviamente vietato dalla Legge).

Occorre dunque prestare sempre la massima attenzione alle fonti dalle quali si ricavano i dati economici e finanziari, specie nel mercato dello sport dove gli studi di settore non si sono ancora sviluppati come negli altri mercati.

Strategie di marketing e comunicazione per le società sportive dilettantistiche

ottobre 2, 2008

Scarica da questo post il documento “Marketing e comunicazione per le associazioni sportive dilettantistiche”

Sabato scorso sono intervenuto come relatore ad un incontro di formazione organizzato dalla PWKA (Professional Wushu Kung Fu Association).

Nel mio intervento ho evidenziato alcuni consigli utili sulle più efficaci strategie di comunicazione e marketing che possono essere utilizzate dai responsabili delle associazioni sportive dilettantistiche. Nel link qui sotto è possibile scaricare il documento completo che ho elaborato sui “consigli e suggerimenti sulle strategie di marketing e comunicazione per tutti gli operatori e i dirigenti delle associazioni sportive dilettantistiche”:

****Marketing e comunicazione per le associazioni sportive dilettantistiche****

Nel documento che potete scaricare vengono presi in considerazione alcuni argomenti basilari per organizzare in maniera marketing-orientend l’attività di una società sportiva dilettantistica.

Qui di seguito ve ne faccio un breve riassunto.

La prima domanda da porsi è: “perché parliamo di marketing anche nel caso delle società sportive dilettantistiche”. Da qualche anno le strategie “business-oriented” sono diventate di uso comune nella gestione dello sport professionistico; ora è giunto il momento di utilizzarle anche nella gestione delle attività dilettantistiche.

Perché farlo?

La risposta è molto semplice e diretta: i tempi sono cambiati, i soldi sono pochi e la concorrenza è tanta!  Solo chi ha le competenze per sviluppare la sua competenza relazionale, l’attenzione alle esigenze dei soci, l’organizzazione interna della propria struttura, il tutto con una buona dose di creatività, può sopravvivere sul mercato.

La prima cosa da fare è quella di controllare e valutare sempre il proprio mercato di riferimento, che riserva sempre opportunità e minacce che vanno individuate singolarmente, caso per caso. Se una volta si poteva battere la concorrenza delle altre società sportive solo agendo sulla leva del prezzo (abbonamenti meno cari, sconti e promozioni), oggi è necessario sviluppare una visione a 360 gradi nei confronti del mercato.

Oggi infatti la concorrenza non è data più solo dalle altre società sportive, ma anche da altri mercati molto lontani dal mondo dello sport; oggi il cinema, la voglia di fare shopping, persino le console e i videogiochi costituiscono, specie per i più giovani, una alternativa ritenuta valida ed efficace per soddisfare i propri bisogni di svago e intrattenimento.

Occorre dunque sempre tenere in considerazione il parametro della “concorrenza allargata”.

Un altro passo da compiere è quello di studiare e capire in maniera precisa e dettagliata il comportamento di acquisto del consumatore di sport, e cioé: capire quali sono i bisogni dei nostri potenziali clienti, dove prendono le informazioni sulla società sportiva più confacente alle loro esigenze, in che modo valutano le alternative e il servizio che noi eroghiamo.

Le attività di promozione e pubblicitarie che hanno ad oggetto il servizio erogato ai nostri soci creano in loro delle aspettative ben precise; queste vanno poi a “scontrarsi” con le performance effettivamente ricevute nel momento in cui essi usufruiscono del nostro servizio. E’ da questo processo di valutazione che si avrà la soddisfazione o l’insoddisfazione dei nostri clienti in relazione ai servizi che abbiamo offerto loro.

Ricordiamoci sempre che le società sportive offrono un “servizio”, un qualcosa di “intangibile” che diventa “tangibile” grazie alle  infrastrutture e alla qualità degli impianti e dei macchinari che mettiamo a disposizione dei nostri soci e tesserati. Occorre dunque impegnarsi affinché la qualità offerta sia sempre ai massimi livelli. Un servizio di qualità stimola infatti il passaparola positivo tra i soci, che rimane ancora oggi il canale di comunicazione privilegiato per promuovere la nostra attività.

La buona qualità dei servizi erogati, unita a un bacino di utenza ampio e largamente fidalizzato offre il terreno ideale per organizzare attività di sponsorizzazione, effettuate per raccogliere risorse finanziarie utili allo sviluppo della nostra attività e all’allargamento dei nostri partner commerciali.

Tutto questo contribuisce al “buon nome” della nostra società sportiva.

Buon lavoro a tutti!


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